Presidente Mattarella: “Sostenere le famiglie, sono la base della società”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una foto d'archivio.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una foto d'archivio. (Paolo Giandotti/Ufficio Stampa e Comunicazione Quirinale)

ROMA. – In una “stagione drammaticamente segnata dalla pandemia” le famiglie sono state “una delle frontiere più avanzate della resilienza”. E per questo hanno bisogno di “attenzione” per una “efficace ripartenza” nel post Covid. Nella giornata internazionale dedicata alla famiglia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne sottolinea l’essere “nucleo vitale della società, luogo di condivisione e trasmissione dei valori”.

Per il Capo dello Stato la famiglia “segna il rapporto tra le generazioni ed è al centro dello sviluppo dei sentimenti della comunità, oltre a rappresentare elemento centrale della sua continuità”. Mattarella invita ad una “riflessione approfondita” sui problemi della prima cellula della società, “sulle misure necessarie per ridurre il divario che conduce tante persone alla povertà e all’esclusione.

Primo e più efficace elemento di equilibrio sul piano sociale, la famiglia merita politiche di sostegno, nella consapevolezza del ruolo che svolge anche al fondamentale fine della ripresa della natalità”. E poi. prosegue, grande attenzione va dedicata ai giovani, i quali hanno diritto di attuare i loro progetti di vita, assicurando così anche l’avvenire del Paese”.

Parole condivise dalla presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, che definisce le famiglie come “la vera spina dorsale dell’Italia”, ricordando come durante la pandemia siano state “un argine straordinario alla crisi”. “Ma hanno pagato un tributo altissimo in termini di limitazioni, disagi economici, sofferenze, nuove fragilità. E oggi devono essere i pilastri della ricostruzione del Paese”, ammonisce Casellati.

Interventi vengono promessi dal ministro per le politiche per la Famiglia Elena Bonetti. A partire da congedi parentali “più flessibili, da condividere per le donne e gli uomini fino ai 14 anni di età, come abbiamo fatto in via straordinaria durante il periodo del Covid, retribuiti in modo adeguato”. Cui si aggiungano “strumenti adeguati di sostegno alla genitorialità” che “devono essere estesi a tutte le categorie di lavoratrici e lavoratori, perché oggi le partite IVA, i lavoratori e le lavoratrici autonome non hanno uno strumento adeguato”.

(di Francesco Bongarrà/ANSA)