“Zennaro in condizioni inaccettabili”, Roma protesta

Marcinelle, il ministro Di Maio ricorda una data diventata simbolo del “sacrificio del lavoro italiano nel mondo”.
Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.(ANSA/CLAUDIO PERI)

ROMA.  – Sale la tensione tra l’Italia e il Sudan sul caso di Marco Zennaro, l’imprenditore veneziano dall’inizio di aprile in detenzione nel Paese africano per una serie di cause commerciali: il ministro degli Esteri Luigi di Maio ha incaricato l’ambasciatore italiano a Khartoum, Gianluigi Vassallo, di presentare una “ferma protesta alle massime autorità sudanesi” mentre il responsabile della Farnesina per gli Italiani all’Estero, Luigi Vignali, convocava a Roma l’incaricato d’affari sudanese.

A preoccupare Roma sono le “segnalazioni di un peggioramento delle condizioni di detenzione” del connazionale, ha fatto sapere il ministero degli Esteri in una dura nota in cui parla di “inaccettabili condizioni” di reclusione, chiedendo che Zennaro possa “al più presto essere trasferito agli arresti domiciliari in albergo”.

Dopo la chiusura di un primo procedimento giudiziario in una causa commerciale con la società Galabi&sons il 24 maggio scorso (terminato con un accordo per un risarcimento di 400 mila euro), l’imprenditore è finito di nuovo sotto la lente della giustizia sudanese per una seconda causa, sempre economica, presentata da un’altra società con cui ha lavorato.

Un nuovo procedimento contro cui si è opposto il suo legale presentando un ricorso (non ancora esaminato), che ha portato nuovamente Zennaro nella cella di un commissariato. In condizioni, aveva fatto sapere qualche giorno fa il fratello Alvise, “disumane, con una temperatura a 50 gradi, senza letto e materasso, senza diritti di visita, movimento e aria”, aveva raccontato ancora spiegando che Marco “dovrà passare lì altri giorni, ma non sappiamo quanti”, in attesa di comparire di nuovo davanti al giudice che ha aperto un’istruttoria sul nuovo caso legale.

“Sono all’inferno, in carcere tra centinaia di persone ammassate in una stanza”, il messaggio che lo stesso Zennaro era riuscito a veicolare ai familiari (il padre Cristiano e un suo legale sono a Khartoum). Una situazione difficilissima a fronte della quale l’ambasciatore italiano Vassallo ha protestato con le autorità sudanesi evidenziando l’esigenza di “garantire il pieno rispetto dei diritti umani del detenuto”.

Ma non solo. Vassallo, sottolinea la Farnesina, ha anche ribadito “l’aspettativa da parte italiana di una rapida ed equa soluzione della vicenda giudiziaria e della controversia commerciale che ne è all’origine, che consenta di definire quanto prima la posizione del signor Zennaro”.

In parallelo al pressing dell’ambasciatore è scattata la convocazione alla Farnesina dell’incaricato d’Affari sudanese da parte di Vignali, che segue sin dall’inizio la vicenda e si è recato personalmente a Khartoum il 31 maggio scorso, in una missione di due giorni, per incontrare Zennaro e avviare un confronto con i sudanesi.