Ramírez estradato in Venezuela? Lo avrebbe deciso la Corte d’appello di Roma

Rafael Ramírez, ex presidente di Pdvsa.

ROMA – Rafael Ramírez, es ministro dell’Energia ed ex presidente di Pdvsa, estradato in Venezuela prossimamente? Pare proprio di si. La Procura Generale della Corte d’Appello di Roma avrebbe accolto la richiesta del Governo del presidente Maduro. Rafael Ramírez è accusato di appropriazione indebita e associazione a delinquere. L’ex ministro ed ex presidente della holding petrolifera venezuelana Petróleos de Venezuela si trova in Italia. Vi risiede da anni, dopo essere fuggito dal Venezuela.

Stando a quanto trapelato alla stampa, il Procuratore Generale della Corte d’Appello di Roma, Roberto Cavallone, avrebbe espresso parere favorevole alla richiesta di estradizione al ritenere insufficienti le difese di Ramírez. A suo giudizio, quindi, l’ex ministro non sarebbe vittima di persecuzione politico ma uno dei tanti funzionari corrotti dell’amministrazione “chavista”. Il Venezuela, si precisa nel documento, ha formulato la richiesta di estradizione per i reati di malversazione dolosa, elusione di offerte, associazione per delinquere e finanziamento del terrorismo. Tutti delitti, questi, che trovano corrispondenza nell’ordinamento giuridico italiano. Si spiega, inoltre, che “non vi sono elementi” per ritenere che il processo penale pendente dinanzi all’autorità giudiziaria del Venezuela “sia il risultato di un’attività persecutoria determinata da ragioni politiche o che il Paese non rispetterà i diritti fondamentali dell’imputato”.

Nel luglio dello scorso anno, la Corte Suprema di Giustizia del Venezuela (TSJ) ha dichiarato “ammissibile” la richiesta di estradizione ed ha assunto l’impegno davanti all’Italia che Ramírez sarà processato con le “dovute garanzie” e solo per i reti di cui è accusato.

Ramírez, che è stato ministro dell’Energia e presidente della PDVSA tra il 2002 e il 2014 durante i governi di Hugo Chávez e Nicolás Maduro, sarebbe in possesso della doppia cittadinanza: quella venezuelana e quella italiana. Ramírez è stato anche ambasciatore del Venezuela presso le Nazioni Unite, tra il 2014 e il 2016.

L’ex ministro e presidente di Pdvsa è accusato di riciclaggio di denaro, assieme al cugino Diego Salazar e all’imprenditore Jorge Enrique Luongo. A quanto pare, sarebbe  coinvolto nel caso della “nave fantasma” di proprietà dell’inesistente compagnia Petro Saudi Saturn, e anche nel caso dell’Office of Marketing Intelligence and Petroleum Policy, con sede a Vienna.

Redazione Madrid