Chiusa boutique del falso, tra i clienti personaggi di spettacolo

Un frame tratto dal video della Guardia di Finanza mostra un momento dell'indagine.
Un frame tratto dal video della Guardia di Finanza mostra un momento dell'indagine. (Comando Provinciale di Roma, 15 Luglio 2021)

ROMA. – Borse, cinture e portafogli. Tutto materiale “rigorosamente” falso e venduto al pubblico, anche a nomi vip e personaggi dello spettacolo, in un appartamento nella zona di Corso Francia a Roma, nel quadrante nord della Capitale. A gestire la boutique della “patacca” una 50enne romana scoperta dai Finanzieri del Comando provinciale di Roma. Il giro d’affari che la donna era riuscita a mettere su si aggira intorno agli 850 mila euro.

Nel corso di una perquisizione domiciliare nell’appartamento sono stati trovati oltre 600 articoli con marchi contraffatti. Al pubblico venivano venduti come autentici prodotti delle maggiori griffe mondiali come Gucci, Fendi, Hermes, Chanel, Bottega Veneta e Balenciaga. Secondo quanto accertato dagli inquirenti gli importi degli incassi oscillavano tra i 500 e i 2.000 euro per ogni articolo. Nel corso della perquisizione la Guardia di Finanza ha scoperto anche una vera e propria lista di clienti che avevano scelto il “negozio” del falso per fare shopping.

Una industria, quella della contraffazione del settore dell’abbigliamento, che sembra godere di ottima salute. Secondo uno studio effettuato da Assoutenti nel 2020 il danno causato al settore della moda si attesta intorno ai 5,2 miliardi di euro. Un fenomeno che sembra non avere avuti danni dalla pandemia ma che anzi ha vissuto un incremento del giro d’affari. Il danno non sembra esclusivamente legato al comparto economico ma anche a quello sanitario.

I prodotti contraffatti, in base a quanto riferisce l’associazione, contengono sostanze per lo più chimiche (come ammine aromatiche e coloranti azoici vietati) che possono creare seri danni alla salute dei consumatori come allergie e dermatiti, ma anche conseguenze più gravi per la pelle.

“Il danno per le imprese manifatturiere derivante dal fenomeno della contraffazione nel settore dell’abbigliamento è pari a 1,3 miliardi l’anno per mancate vendite, mentre i consumatori pagano ingiustamente 1,4 miliardi di euro per l’acquisto di prodotti falsi, per un giro d’affari totale del falso Made in Italy nel settore Moda pari a 5,2 miliardi di euro – spiega il presidente di Assutenti Furio Truzzi -. Circa il 76% del totale dei prodotti “taroccati” sequestrati in Italia è composto proprio da articoli di abbigliamento, calzature e accessori”.

“Dati in crescita anche come conseguenza del maggior uso che i consumatori fanno del web e dell’e-commerce, veri e propri “paradisi” per la contraffazione – spiega Truzzi – Non a caso il settore Tessile/Moda/Abbigliamento è tra quelli che più di altri subiscono la concorrenza sleale e gli effetti negativi della contraffazione via web, cui oggi si aggiunge una nuova frontiera: quella dei social network. La contraffazione si avvale infatti sempre più di questi mezzi di condivisione sociale, mutando le proprie forme in maniera flessibile e sfuggente tanto che identificare il venditore e la sua localizzazione diviene spesso molto difficile”.