Usa e Ue contro Varsavia per la legge sui media

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken. (
Il Segretario di Stato americano Antony Blinken. (ANSA)

BRUXELLES. – “Un progetto di legge che minaccia la libertà dei media e potrebbe minare il forte clima di investimenti” degli Stati Uniti in Polonia. Il governo di Varsavia è avvertito.

Washington “è profondamente turbata” per l’iniziativa che ha tutta l’aria di un tentativo di spingere la società statunitense Discovery a vendere la più grande rete televisiva del Paese, Tvn, e ad imbavagliare così il canale di notizie Tvn 24, spesso critico verso il partito di maggioranza al governo, il PiS di Jaroslaw Kaczynski.

Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha rotto il silenzio, esprimendo in una nota, tutto il disappunto della Casa Bianca, e lasciando intravedere la possibilità di ritorsioni, se il controverso disegno di legge andrà a buon fine.

Una norma che rischia di approfondire anche la faglia con Bruxelles, dove la Polonia è sorvegliata speciale per i numerosi deficit democratici, a partire dalla riforma della giustizia. E dove il piano nazionale per il Recovery per ora resta bloccato, mentre si fa strada il rischio di una chiusura dei rubinetti dei ricchi fondi europei, di cui il Paese è grande beneficiario.

All’indomani del via libera alla bozza di legge alla camera bassa del Parlamento polacco, con 228 voti contro 216, anche da Bruxelles è partito un tam tam che ha martellato l’Esecutivo di Mateusz Morawiecki con messaggi di messa in guardia e implicite sollecitazioni a fare marcia indietro.

Dal presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, al commissario all’economia, Paolo Gentiloni, dalla vicepresidente della Commissione europea, Vera Jurova, al responsabile Ue per la Giustizia, Didier Reynders, si sono levate voci critiche e preoccupate, per l’ennesimo colpo allo stato di diritto.

Ma il PiS ha respinto tutte le accuse. La norma, che impedisce alle società al di fuori dello spazio economico europeo di detenere una partecipazione superiore al 49% nelle stazioni radiofoniche e televisive polacche, “punta a proteggere le emittenti da acquisizioni di società con sede in potenze straniere ostili come Cina e Russia”, si è difeso il partito.

“Non abbiamo alcuna intenzione riguardo ad un canale televisivo specifico, si tratta solo di inasprire i regolamenti, in modo che non ci siano situazioni in cui le aziende al di fuori dell’Unione europea possano acquistare media in Polonia”, ha assicurato Morawiecki.

La strada per l’approvazione della norma è ancora lunga, e mentre l’ex premier Donald Tusk, già presidente del Consiglio europeo, tornato in Polonia per guidare l’opposizione vola nei sondaggi, gli avvertimenti arrivati da Ue e Usa, potrebbero indurre il governo conservatore di Varsavia a qualche ripensamento.

(di Patrizia Antonini/ANSA).