Blitz contro i ‘guerrieri’ No Vax, otto indagati

Un momento delle perquisizioni domiciliari e informatiche eseguite dalla Polizia di Stato a carico di appartenenti al mondo "No-Vax".
Un momento delle perquisizioni domiciliari e informatiche eseguite dalla Polizia di Stato a carico di appartenenti al mondo "No-Vax". (Ufficio Stampa Polizia di Stato)

MILANO. – Nelle chat gli estremisti No Vax si definivano “i guerrieri’, ma sono stati bloccati prima ancora che potessero dare battaglia. Sono gli otto indagati nell’operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Sezione distrettuale Antiterrorismo della Procura di Milano, che ha portato a eseguire perquisizioni in quattro regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Lazio, e a sequestrare supporti informatici e alcune armi bianche e da fuoco (queste ultime regolarmente detenute).

Gli otto coinvolti sono 5 uomini e 3 donne, 6 dei quali tra i 43 e i 56 anni, e due di 33 anni. Due di questi sono residenti in provincia di Milano, due in quella di Roma, uno in quella di Bergamo (di 33 anni), uno in quella di Reggio Emilia (l’altro 33enne), uno in quella di Venezia e uno in quella di Padova.

L’indagato di Bergamo, in particolare, aveva due fucili e una pistola regolarmente denunciati, con un permesso di detenzione per uso sportivo (ma un numero di munizioni superiore al consentito, ed è stato denunciato), mentre a casa di quello di Reggio Emilia sono stati sequestrati una spada Katana, un manganello telescopico e degli spray al peperoncino.

La frangia No Vax, individuata dalla Polizia Postale nella sua costante opera di monitoraggio del web, avrebbe avuto intenzione di costruire rudimentali ordigni “fai da te”, di approvvigionarsi di coltelli e tirapugni (due quelli sequestrati), e farneticava di “lanciare molotov contro i camion delle Tv” e di “gettare tritolo sul Parlamento con un drone”, ma in realtà i suoi componenti, circa 200, non si erano mai nemmeno visti.

Alcuni stavano, però, per farlo, ed allora la Digos ha deciso di intervenire, prima che potessero organizzare un incontro ristretto, in presenza, per dar vita a forme di violenza in un imminente manifestazione, prevista a Roma per il prossimo fine settimana. Al momento, però, non risulta che avessero appoggi nella Capitale. E soprattutto “non risulta – hanno sottolineato Digos e Polizia postale – che esistano altre chat analoghe, con No Vax istigatori”.

Gli indagati avrebbero incitato gli altri membri del gruppo Telegram a realizzare azioni violente nelle rispettive province di residenza “contro non meglio precisati obiettivi istituzionali”. Ad esempio avrebbero voluto lanciare uova nel corso della visita, che poi fu annullata, del ministro della Sanità Roberto Speranza a Padova, in programma per il 2 settembre scorso.

Nella città patavina per questo episodio è stata perquisita una donna di 53 anni, di professione cameriera ma in chat ‘guerriera’ e convinta no-Green pass. Lei peraltro, non è l’unica donna tra le estremiste della chat (ma ovviamente ce n’erano svariate altre tra i 200 partecipanti non coinvolti) che sono state definite dagli inquirenti come “molto determinate e arrabbiate”.

Tra di loro una dei tre amministratori della chat, una 43enne di Roma (l’altro è un milanese di 46 anni) e una veneziana, l’unica ad avere una sorta di ideologia politica dato che in passato era stata vicina ad ambienti indipendentisti dei ‘Serenissimi’.

Il gruppo era composto da persone con un “profilo basso” senza “esponenti d’area”, ma da gente comune: disoccupati, operai, portinai, camerieri, dipendenti di catene commerciali, quasi nessun professionista, che si proclamavano fieramente non vaccinati, senza precedenti di rilievo, e che non si sarebbero mai fatti notare per qualche intemperanza in precedenti manifestazioni di protesta.

Secondo la Procura le “azioni violente” che stavano programmando sarebbero state “tese a mutare o condizionare la politica governativa e istituzionale in tema di campagna vaccinale”. E in chat avevano anche fatto girare un indirizzo del Presidente del Consiglio, Mario Draghi (peraltro già uscito in alcune manifestazioni di protesta) con l’obbiettivo di farlo verificare dai No Vax romani. Ma non ne hanno avuto il tempo: sono tutti indagati per istigazione a delinquere.

(di Fabrizio Cassinelli/ANSA)