“Serve più sicurezza, sprint sulle norme per monopattini”

Monopattini elettrici parcheggiati nelle vie del centro di Milano, 13 ottobre 2020
Monopattini elettrici parcheggiati nelle vie del centro di Milano, 13 ottobre 2020. ANSA/Mourad Balti Touati

ROMA. – Velocità, luci e frecce dei monopattini, l’uso del casco, e regole per il parcheggio. Sono gli aspetti critici su cui dovrà fare chiarezza la normativa attesa – più o meno a breve in base alle vie politiche che prenderà – sui mezzi elettrici a due ruote, sempre più diffusi e in più occasioni coinvolti in incidenti, anche mortali, l’ultimo la scorsa notte a Roma.

Fra i tanti appelli alla sicurezza (“I monopattini senza una disciplina sono pericolosi”, dice il candidato sindaco di Roma per il centrodestra Enrico Michetti), una soluzione, caldeggiata dal ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili e condivisa dalle società di sharing mobility, prevede di inserire l’intervento nel corso della conversione in Parlamento del decreto legge su infrastrutture e mobilità. Martedì il tema è stato discusso anche con l’Anci.

Per regolare i problemi emersi nella fase di sperimentazione iniziata nel 2019, il pacchetto di regole punterebbe ad affrontare gli aspetti relativi alla velocità dei mezzi, ai requisiti tecnici dei mezzi (ad esempio luci e frecce), all’uso del casco (ora obbligatorio solo per i minori), nonché alla sosta selvaggia sui marciapiede. Il Ministero ha comunicato, inoltre, che proporrà a Regioni e Comuni di utilizzare parte delle risorse in via di assegnazione per la ciclabilità anche per spazi dedicati ai monopattini.

L’emendamento al decreto trasporti “è la strada più veloce” anche secondo Forza Italia, che ne presenterà uno, come ha annunciato dopo l’ultimo incidente mortale il deputato azzurro Roberto Rosso, contenente quanto già previsto in un progetto di legge depositato un anno fa alla Camera: ossia, fra l’altro, divieto ai minorenni, limite di 20 chilometri orari (6 nelle aree pedonali, 30 sulle strade urbane), divieto di circolazione con il buio, obbligo di procedere su un’unica fila, di indossare casco e giubbotto o bretelle retroriflettenti, con sosta e fermata vietate sui marciapiede.

“Purtroppo – ha notato Rosso -, gli eventi ci stanno dando ragione e gli italiani aspettano risposte immediate”. Per ora i sindaci si arrangiano a colpi di ordinanze. Quello di Sesto San Giovanni, nel Milanese, giorni fa ha disposto l’obbligo del casco e limiti di velocità (20 chilometri all’ora sulle piste ciclabili e 5 nelle aree pedonali), dopo l’incidente in cui è morto un tredicenne.

Regole simili valgono da giugno a Genova (con il divieto di andare contromano e sui marciapiede, e l’obbligo di campanello), mentre un’ordinanza a Firenze è stata annullata a febbraio dal Tar: i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso delle società di noleggio, sostenendo che “è suscettibile di incidere sulle scelte dell’utenza in ordine alla facoltà di avvalersi del monopattino rispetto ad altri mezzi di trasporto urbano che non richiedono la disponibilità di un casco”.

Sugli stessi punti critici è incardinata la proposta di legge al Parlamento varata dalla Regione Lombardia subito dopo la disgrazia di Sesto San Giovanni, non solo casco obbligatorio e maggiore età, ma anche assicurazione per responsabilità civile. Ma c’è anche chi fa notare che, più del limite d’età, può servire un patentino come previsto dai 14 anni in su per i motocicli.

(di Paolo Cappelleri/ANSA)