Biden taglia gli aiuti militari all’Egitto

Il presidente americano Joe Biden

NEW YORK. – Gli Stati Uniti lanciano un avvertimento all’Egitto, nel giorno in cui a Mansura si è aperto il processo a Patrick Zaki con la decisione di prorogare sino al 28 settembre la detenzione in carcere dello studente egiziano dell’università di Bologna.

Secondo quanto riferito da un funzionario americano a Politico, l’amministrazione di Joe Biden ha deciso di trattenere una parte dei 300 milioni di dollari di aiuti militari condizionati al Cairo per questioni di diritti umani.

La fonte ha precisato che 170 milioni verranno inviati comunque, mentre gli altri 130 dovrebbero essere bloccati sino a che il governo di Abdel Fattah Al-Sisi non soddisferà determinate condizioni sui diritti umani. Inoltre, il denaro che verrà inviato avrà delle restrizioni e potrà essere utilizzato solo per antiterrorismo, sicurezza delle frontiere e non proliferazione.

Gli Usa forniscono all’Egitto circa 1,3 miliardi di dollari in aiuti militari all’anno, ma su 300 milioni il Congresso ha posto determinati paletti relativi proprio ai diritti umani. Il segretario di Stato, però, può decidere di derogare a tali condizioni e lasciare che tutti i fondi raggiungano il Cairo, e questa è stata la mossa standard delle precedenti amministrazioni.

Secondo la fonte, il titolare di Foggy Bottom Anthony Blinken bloccherà invece parte degli aiuti, anche se finora il dipartimento di Stato non ha commentato l’indiscrezione.

Il presidente Biden e Blinken hanno affermato a più riprese di essere impegnati a promuovere i diritti umani, anche quando si tratta di Paesi alleati guidati da dittatori come l’egiziano Sisi. Il compromesso raggiunto dall’amministrazione Usa, tuttavia, potrebbe deludere alcuni membri democratici del Congresso che avevano fatto pressione perché venisse trattenuta l’intera cifra.

Tra questi c’è il senatore del Connecticut Chris Murphy, il quale si è detto insoddisfatto: “La legge dice che non si possono dare questi 300 milioni di dollari a meno che venga certificato che ci sono stati progressi sui diritti umani.

Questi progressi non sono stati fatti”, ha spiegato Murphy a Politico. “Temo che una mezza misura non renda felice nessuno – ha proseguito -. Sarà uno schiaffo per gli egiziani, ma il mondo non sentirà il pieno impatto morale della decisione”.

Sisi ha trovato il modo di essere di aiuto agli Stati Uniti, per esempio nella cooperazione contro il terrorismo. Inoltre, all’inizio di quest’anno, l’Egitto ha contribuito a mediare un cessate il fuoco tra Israele e il gruppo militante di Hamas a Gaza.

(di Valeria Robecco/ANSA).