Giornata bambine, allarme dell’Unicef: “Aumenta gap di genere nelle scienze”

Bambina gioca a calcio durante una pausa di di studio nel Government Model School Pirra in Kanke block, Ranchi, Jharkhand.
Bambina gioca a calcio durante una pausa di di studio nel Government Model School Pirra in Kanke block, Ranchi, Jharkhand. ANSA/UNICEF/UNI20775

ROMA. – Difficoltà ad accedere all’assistenza sanitaria, ai servizi sociali che proteggono le bambine da matrimoni precoci e dalla violenza di genere. La crescente crisi economica che costringe le famiglie a far sposare le proprie figlie. Le scuole chiuse che portano sempre più ragazze a lasciare gli studi.

La pandemia in tutto il mondo ha notevolmente peggiorato il divario di genere. A denunciarlo in occasione della Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze sono Unicef, Save The Children e Terre des Hommes che chiedono ai Governi di intervenire. A tutto ciò si aggiunge l’emergenza dell’Afghanistan, a cui domani sarà dedicato il G20.

All’alba Save The Children ha fatto volare in piazza del Popolo a Roma decine di aquiloni, come segno di speranza per il futuro dei bambini e delle bambine afghani, chiedendo ai Paesi del G20 di aumentare aiuti e interventi umanitari. E’ stato il rapporto ‘Indifesa” di Terre des Hommes, durante la presentazione avvenuta alcuni giorni fa, a ricordare quanto emerso dal Global Gender Gap 2021: se prima del Covid-19 si stimava che sarebbero stati sufficienti 99 anni per raggiungere la parità di genere, oggi se ne stimano almeno 135. Una epidemia che ha ‘bruciato” oltre 30 anni di progressi in pochi mesi.

L’Unicef, ricordando che la Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze, quest’anno è dedicata al tema “Digital generation. Our generation” spiega che nei Paesi a medio e alto reddito solo il 14% delle ragazze che hanno ottenuto i migliori risultati in scienze o matematica in realtà si aspettavano di lavorare nel campo della scienza e dell’ingegneria, rispetto al 26% dei ragazzi con i migliori risultati.

A livello globale nel settore dell’intelligenza artificiale (Al), che è attualmente al centro della progettazione degli algoritmi che hanno un impatto su tutte le nostre vite, solo il 22%.dei professionisti sono donne con un “enorme” divario di genere.

Nel mondo la percentuale di donne tra i laureati in scienze, tecnologia, ingegneria e matematica (Stem) è inferiore al 15% in oltre due terzi dei paesi ed il divario di genere tra gli utenti globali di Internet sta crescendo, dall’11% nel 2013 al 17% nel 2019, ed è più ampio nei paesi meno sviluppati del mondo, al 43%.

Sempre secondo Unicef nel mondo oggi vivono 650 milioni di donne e ragazze che sono state date in sposa da bambine, circa la metà di questi matrimoni sono avvenuti in Bangladesh, Brasile, Etiopia, India e Nigeria. Prima della pandemia da Covid-19, erano 100 milioni di ragazze entro il 2030 a rischio di matrimonio precoce. Proprio per i matrimoni precoci, lancia l’allarme Save The Children, ogni anno più di 22.000 bambine e ragazze muoiono durante gravidanze e parti ovvero circa 60 ogni giorno.

Per la ministra alle Pari Opportunità Elena Bonetti la giornata internazionale delle bambine e della ragazze “richiama tutti a responsabilità grandi soprattutto alla luce degli effetti della pandemia, che in tutto il mondo ha aumentato diseguaglianze e violenze, aggravando così una situazione già particolarmente complessa”.

In Italia, ricorda la ministra, è stata adottata “la prima strategia pluriennale per la parità di genere, che è già il riferimento puntuale per la valutazione dell’impatto di genere del Pnrr. È anche la strada che abbiamo indicato nella presidenza del #G20, con la proposta italiana di un’agenda trasformativa globale per la difesa della libertà e della dignità delle donne nel mondo e per una spinta forte nella direzione dell’empowerment delle donne” perché, dice Bonetti, ” i talenti, le energie e le aspirazioni di ogni bambina, di ogni ragazza, sono e saranno la chiave dello sviluppo globale”.