Brasile studio: quasi 20 milioni di persone soffrono fame

Veduta di Rio de Janeiro. (ANSA)

 

BRASILIA. – In Brasile, quasi 20 milioni di persone hanno affermato di aver trascorso “almeno un giorno senza mangiare” e oltre il 50% della popolazione è stata esposta a un certo livello di “insicurezza alimentare” nel dicembre dello scorso anno, secondo uno studio pubblicato oggi dal quotidiano Folha de Sao Paulo.

Il rapporto ha rivelato che 24,5 milioni di persone hanno dichiarato di non essere sicure di poter mangiare ciò di cui avrebbero bisogno ogni giorno, riducendo così la quantità e la qualità del loro cibo.

L’indagine sul campo e l’elaborazione delle informazioni sono state effettuate nel dicembre 2020, in 1.662 domicili urbani e 518 rurali, da ricercatori della Rete brasiliana di ricerca sulla sicurezza alimentare e nutrizionale (Penssan).

“Prima dell’inchiesta ci aspettavamo un peggioramento della situazione ma non che fosse così profondo”, ha commentato il coordinatore di Penssan, Renato Maluf.

La metodologia utilizzata per preparare questa “mappa” della fame è la stessa della Scala brasiliana della sicurezza alimentare applicata dall’Istituto statale brasiliano di geografia e statistica (Ibge). Secondo la Fondazione Getulio Vargas, 27,4 milioni di brasiliani vivono in una situazione di “estrema povertà”, con meno di 261 reais al mese (circa 49 dollari).

Se la situazione alimentare era critica a dicembre, in piena pandemia di coronavirus, “lo scenario è forse peggiore in questo momento a causa dell’aumento dell’inflazione”, sottolinea Folha de Sao Paulo.

Il quotidiano cita anche uno studio dell’Istituto Datafolha in cui si indica che, dall’inizio della pandemia, è cresciuto il consumo di cibi scaduti venduti a minor prezzo nei supermercati.

L’aumento della fame in Brasile è colpa della “politica vigliacca e criminale” di chi ha difeso il motto “restate in casa che dell’economia ci occuperemo dopo”:  ha detto oggi il presidente Jair Bolsonaro, durante la cerimonia di consegna di titoli di proprietà rurali a Miracatu, nell’entroterra di San Paolo.

“Sono stato forse l’unico leader al mondo a dichiararsi contrario alla politica dei lockdown e ai vaccini obbligatori”, ha continuato il leader di estrema destra, accusato di “genocidio” dalle opposizioni per la gestione della crisi legata al coronavirus.

La crescita dell’inflazione e la disoccupazione colpiscono soprattutto “i più umili”, ha continuato Bolsonaro, che ha ricordato di aver destinato l’equivalente di “13 anni di Bolsa Familia” attraverso gli aiuti di emergenza stanziati alle persone meno abbienti rimaste senza reddito durante la pande Covid: Bolsonaro,fame è colpa lockdown “codardi e criminali”.