Microsoft si arrende e chiude LinkedIn in Cina

Logo di LinkedIn e Microsoft.
Logo di LinkedIn e Microsoft. EPA/RITCHIE B. TONGO

WASHINGTON.  – Microsoft chiude LinkedIn in Cina, una resa divenuta inevitabile di fronte alla censura sempre più pesante imposta da Pechino. Censura che di fatto pone fine all’ultima grande realtà social ‘made in Usa’ ancora pienamente presente e operativa nel Paese del Dragone, dopo i blocchi subiti da Facebook e Twitter e l’addio, oramai anni fa, di Google.

A spiegare la decisione di abbandonare la Cina entro la fine dell’anno lo stesso social media specializzato nello sviluppo dei contatti professionali: “L’ambiente in cui operare è diventato sempre più difficile, anche per i requisiti sempre più stringenti richiesti dal governo cinese”.

Già nel marzo scorso, in linea con l’ulteriore  stretta su internet voluta da Xi Jinping, l’authority cinese che vigila sul web aveva imposto ai vertici di LinkedIn di limitare e controllare meglio i propri contenuti, dando al gruppo 30 giorni di tempo per mettersi in regola.

Negli ultimi mesi poi il social media e’ stato più volte vittima del Great Firewall cinese, con diversi profili di attivisti per la difesa dei diritti umani, di accademici e di giornalisti bloccati da Pechino con l’accusa di diffondere contenuti vietati.

Una vicenda questa che in Usa ha attirato delle critiche su LinkedIn stessa,  accusata già da tempo di assecondare la politica censoria di Pechino pur di continuare ad operare nel Paese. “Noi sosteniamo fortemente la libertà di espressione  – si erano difesi i vertici del social media – e siamo fondamentalmente in disaccordo con la censura governativa. Ma allo stesso tempo crediamo che l’assenza di LinkedIn dalla Cina negherebbe a tanti professionisti cinesi un mezzo per restare in contatto gli uni con gli altri”.

Negli ultimi tempi però le pressioni si sono fatte sempre più forti e insostenibili,  portando inevitabilmente alla fine di un’avventura cominciata nel 2014. Anche perchè il mercato ciñese non ha portato i vantaggi sperati, rappresentando una minima parte delle entrate di LinkedIn, quantificate in  circa 10 miliardi di dollari dal numero uno di Microsoft  Satya Nadella.

Ora per il pubblico cinese resterà operativo solo un servicio che poco e nulla avrà a che vedere con quello di LinkedIn: niente più di una bacheca virtuale per gli annunci di lavoro, spiegano a Microsoft, dove sparirà ogni aspetto social come la condivisione delle opinioni o delle storie.