Calenda e la seconda fase di Azione: “Ora polo europeista”

Carlo Calenda, leader di Azione, durante la presentazione del nuovo simbolo del suo partito, Roma 26 ottobre 2021.
Carlo Calenda, leader di Azione, durante la presentazione del nuovo simbolo del suo partito, Roma 26 ottobre 2021. ANSA/FABIO FRUSTACI

ROMA. – Carlo Calenda capitalizza il risultato su Roma ma ora vuole andare oltre. “Oggi inizia una seconda fase per Azione dopo le comunali di Roma”, ha detto alla conferenza indetta nella sede della Stampa Estera per presentare il nuovo simbolo blu e verde, per indicare anche l’inclinazione ambientalista.

Calenda indica chiaramente l’obiettivo del suo partito riformista, ovvero “mettere insieme le grandi famiglie politiche europee e proseguire con Draghi, dopo Draghi”. Un monito lanciato anche ai suoi possibili interlocutori per questo progetto ambizioso: “Io sono amico di Enrico Letta, lo stimo, ma trovo che questa idea dell’Ulivo sia guardare la politica dal retrovisore” e manda un messaggio anche a Forza Italia, oltre che al Pd, che, a suo avviso, deve “spezzare con questa dipendenza da populisti e sovranisti”.

Un No chiaro ai populisti e ai sovranisti arginati, magari, per Calenda, da una legge elettorale anche diversa, che permetta alla maggioranza di essere in grado di governare forse con “un proporzionale con lo sbarramento al 5 per cento” anche se il sistema prediletto sarebbe il “doppio turno” delle comunali.

Il leader di Azione parla anche della Capitale e dice che chiederà un colloquio al sindaco di Roma Roberto Gualtieri, per confrontarsi “sui temi”, ma con una certezza ormai dichiarata da tempo, ovvero che lui e gli eletti della sua lista “rimarranno tutti all’opposizione”.

Pur calato nuovamente nel ruolo di leader nazionale, riproponendo anche il ticket “Draghi premier e Gentiloni al Quirinale”, Calenda è in frizione con gli alleati di Italia Viva che tra le fila della sua civica in Campidoglio hanno portato a casa i due più votati della lista. Il rapporto con il leader di Iv Matteo Renzi pare infatti non più sereno.

A non fare sconti ad alcune dichiarazioni di Calenda è proprio un parlamentare romano di Italia Viva, già candidato sindaco di Roma, molto vicino a Renzi, Roberto Giachetti: “L’ottimo risultato di Roma è figlio innanzitutto di un messaggio di inclusione, prospettiva e speranza. E di lavoro comune. Usarlo come una clava per farsi largo e al contempo disfarsi di chi non ritieni più utile, non è solo politicamente miope ma umanamente davvero triste”, scrive su Twitter Giachetti, commentando le parole di Calenda a La7: “Renzi non vuole fare niente con nessuno”. Frizioni che partono dal contesto romano, dove Calenda è all’opposizione mentre Iv potrebbe sostenere Gualtieri, ma che potrebbero descrivere anche una fibrillazione nazionale tra Iv e Azione.