Sánchez a Roma: “Essere progressisti vuol dire non lasciare dietro nessuno”

In una foro d'archivio il presidente spagnolo Pedro Sánchez, Olaf Scholz, ed Enrico Letta, Segretario Generale del Partito Democratico.
In una foro d'archivio il presidente spagnolo Pedro Sánchez, Olaf Scholz, ed Enrico Letta, Segretario Generale del Partito Democratico.

ROMA – Necessaria la ricerca di soluzioni per assicurare ai giovani e alle frange meno fortunate il progresso nell’ambito della rivoluzione digitale. Questo il messaggio lanciato dal presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, nel foro internazionale di leader politici progressisti organizzato dal Partito Democratico.

Il presidente Pedro Sánchez al convegno organizzato dal Partito Democràtico (Cortesia Pool Moncloa)

Al dibattito oltre al presidente Sánchez, hanno partecipato Olaf Scholz, probabile prossimo Cancelliere della Germania; la prima ministra della Nuova Zelanda, Jacinda Ardern, che è intervenuta in video-conferenza, ed Enrico Letta, Segretario Generale del Partito Democratico.

– Le forze progressiste sono quelle che costruiscono il futuro della società senza lasciare a nessuno dietro – ha detto il presidente Sánchez -. Questo vuol dire essere progressisti.

L’intervento del presidente Sánchez presso la “Real Academia Española” a Roma (Cortesia Pool Moncloa)

Il presidente del Governo spagnolo, poi, si è recato alla sede della “Real Academia Española” a Roma. Qui ha assistito alla presentazione del concorso internazionale per la restaurazione della sede romana dell’organismo, con motivo dell’inizio delle attività per commemorare i 150 anni dell’istituzione.

Redazione Madrid