Stretta Green pass: “L’alternativa è la chiusura”

Folla alla Fontana di Trevi, Roma,
Folla alla Fontana di Trevi, Roma, 20 Novembre 2021. ANSA/GIUSEPPE LAMI

ROMA. – Il “super Green pass” fa passi da gigante: si allarga la platea di chi lo invoca e, probabilmente martedì, governatori ed esponenti dell’esecutivo cominceranno a delineare la forma del nuovo certificato verde. “Servono misure il prima possibile”, chiede il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga.

Il timing prevede, dopo la riunione Regioni-Governo e una serie di riunioni tecniche, la cabina di regia e il Cdm, forse giovedì. Secondo quanto si è appreso già in questa sede potrebbero essere decisi alcuni provvedimenti, come la riduzione della validità del Green pass a 9 mesi e l’obbligo delle terze dosi per sanitari e personale delle Rsa – ma non è escluso che il governo decida di rimandare tutto alla settimana successiva, varando un unico pacchetto.

Una cosa comunque è certa: la stretta nei confronti dei non vaccinati non si applicherà per gli uffici o i mezzi pubblici, come pure si era ipotizzato. A ribadirlo è stato lo stesso ministero delle Infrastrutture, ma l’idea è stata cassata anche dai sindacati di categoria, secondo i quali senza personale ad hoc i controlli sarebbero “impossibili”.

“Se si pensa di incaricare gli autisti di controllare i Green pass si è completamente fuori strada – dicono -. Servirebbe assumere personale addetto”. Ma la stretta appare inevitabile. “L’alternativa – dicono quasi all’unisono il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga – è la chiusura”, con la conseguente pesante ripercussione sul Natale.

Non è un caso, infatti, che più di un italiano su dieci – secondo le stime di Coldiretti – abbia deciso di anticipare lo shopping per i regali da mettere sotto l’albero.

Sul fronte vaccinale, invece, continua il pressing per allargare la platea degli immunizzati il più possibile: da domani aprirà ufficialmente la somministrazione della terza dose per gli over 40, con dieci giorni di anticipo rispetto a quanto inizialmente programmato. Un’evidente voglia di accelerare per garantire a gran parte della popolazione il ripristino della piena copertura contro il virus.

Escluso ormai il ricorso all’obbligo vaccinale per tutti – misura che non convince né palazzo Chigi né una larga fetta dei governatori – si ragiona al massimo per un obbligo esteso a determinate categorie, ma sul tavolo dell’imminente riunione tra Draghi, Gelmini, Speranza e i Governatori ci saranno soprattutto le nuove misure per il cosiddetto “super Green pass”.

L’intenzione, com’è noto, è quella di vietare ai no vax l’accesso ai servizi di socialità, come cinema, teatri o ristoranti, in caso di cambio di colore delle Regioni. Prospettiva che, al momento, non appare all’orizzonte, ma che comunque potrebbe verificarsi, e anche presto, se è vero – come dicono gli esperti – che la quarta ondata farà triplicare i casi dai 10 mila di oggi a 30 mila.

Quella del super Green pass, dunque, è una decisione che, spiega Fedriga, potrà da un lato “convincere anche gli ultimi indecisi” e dall’altro “dare certezza alle imprese, alle quali non possiamo dire ‘vediamo in che zona sarete e se terrete aperto o no'”. “Se noi non interveniamo – sottolinea – il risultato è che se una Regione passa in zona arancione o rossa è chiuso a prescindere per tutti”.

Concetto ribadito dal ministro degli Esteri, Di Maio: “L’alternativa al Green pass e ai vaccini è chiudere tutto e questo non ce lo possiamo né permettere né lo vogliamo”. “Bisogna agire con nuove iniziative e, ad esempio, l’obbligo della terza dose per le categorie per cui è già previsto l’obbligo vaccinale penso sia un provvedimento che sarà approvato questa settimana”, conferma il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa.

“Attendiamo invece indicazione dal Cts – aggiunge – per capire se è opportuno anticipare la terza dose a 5 mesi dal completamento del ciclo primario”. Anche la scelta di “riportare la durata del green pass a nove mesi, credo sia una scelta ragionevole e basata sulle evidenze scientifiche”, conclude Costa che lancia poi un appello ai tifosi ad indossare la mascherina sugli spalti perché – dice – “c’è veramente bisogno in questo momento di rispettare ancora tutte le regole e di far prevalere il senso di responsabilità”.

(di Domenico Palesse/ANSA)