Draghi: “Conta l’oggi, ma cerco la mia strada”. Incognita quattro seggi in Senato

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, visita il Punto Luce di Save the Children Italia-Onlus di Torre Maura.
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, visita il Punto Luce di Save the Children Italia-Onlus di Torre Maura. (Ufficio Stampa e della Comunicazione della Presidenza del Consiglio)

ROMA. – “Cercate sempre di pensare a quel che state facendo, farlo bene e divertirvi. Tutti cerchiamo la strada, anch’io la sto cercando, ma è chiaro che più si è giovani più è difficile perché non avete passato”. Le parole di Mario Draghi sono risuonate come fonte di ispirazione per i ragazzi del Punto Luce Save the Children di Torre Maura a Roma, che hanno avuto l’occasione di fare al premier domande sulla sua giovinezza e sulle sue ambizioni che aveva all’epoca.

“In realtà – ha detto ancora – di scelte io ne ho fatte pochissime, l’importante è l’esperienza che stai vivendo ora, cercare di fare tutto quello che ti capita al meglio possibile, uno dei pochi messaggi che ho avuto dai miei genitori è che più fai bene le cose più sei libero di scegliere o non scegliere perché poi la gente sceglie te”.

Considerazioni che sono arrivate invece come una possibile suggestione alle orecchie del mondo politico, in fibrillazione ormai da settimane per la scelta del nuovo presidente della Repubblica, tema che sta incrinando alleanze più e meno solide.

Questo genere di ragionamenti, però, non può trascurare un altro concetto ribadito più volte nell’incontro dall’ex banchiere, che da ragazzino sognava di sfondare nella pallacanestro: “Poi mi sono reso conto che non era importante ciò che volevo diventare, ma quello che sei e l’esperienza più importante è ora, quello che stai facendo in quel momento. Sognare va bene ma conta l’oggi”.

L’oggi di Draghi è dominato dall’iter di una delicata legge di Bilancio e dalle riforme cruciali per il Pnrr. Per di più, in un Parlamento agitato dai piani trasversali per la corsa al Quirinale, in cui si candidano a un ruolo da protagonisti i centristi, inclusa la pattuglia di una trentina di parlamentari considerati vicini al sottosegretario Bruno Tabacci.

Non porta voti ma di certo l’endorsement del presidente del Ppe, Manfred Weber, sostiene le ambizioni quirinalizie di Silvio Berlusconi. Il politico tedesco ha definito “una considerazione ragionevole” l’ipotesi che l’ex premier diventi il nuovo capo dello Stato, uno scenario che è il più sbandierato ma ovviamente non l’unico.

“Paolo Gentiloni sarebbe un ottimo nome per il Colle” secondo il il senatore Pd Andrea Marcucci, fra quelli che condividono l’idea del leader di Italia viva Matteo Renzi di puntare sul commissario europeo all’Economia come successore di Sergio Mattarella. Pier Ferdinando Casini, Giuliano Amato e Paola Severino restano fra i papabili, in una corsa resa imprevedibile da una lunga serie di fattori.

Fra questi anche i quattro seggi contestati al Senato, fra cui quello rivendicato dal renziano Ernesto Carbone e oggi occupato da Daniele Manca, eletto nel 2018 nella lista proporzionale del Pd in Emilia-Romagna, che per essere eleggibile avrebbe dovuto dimettersi da sindaco a settembre e non a inizio gennaio. Tre anni dopo la questione è ancora aperta, e sarà affrontata domani dalla Giunta per le elezioni di Palazzo Madama, assieme a quella della contestata elezione nella circoscrizione Estero di Adriano Cario.

Il 3 dicembre, invece, la capigruppo affronterà la calendarizzazione della ratifica in Aula dell’elezione del presidente della Lazio, Claudio Lotito, e di Michele Boccardi, entrambi nelle liste di FI, che dovrebbero subentrare a un senatore dello stesso partito e a uno di Iv. Pochi movimenti che possono cambiare i fragili equilibri. E al ‘caso Lotito’ sono legati anche i 193 senatori che ancora devono essere proclamati. Per interesse o per convinzione politica, sono sempre meno i parlamentari che credono nel ritorno alle urne dopo l’elezione del presidente della Repubblica. Ma sono anche sempre più quelli che puntano a mantenere Draghi a Palazzo Chigi, per evitare ogni rischio.

(di Paolo Cappelleri/ANSA)