Coronavirus Italia: la curva sta rallentando, ma ancora 313 morti

Folla e controlli mascherine in centro, Roma,
Folla e controlli mascherine in centro, Roma, 4 Dicembre 2021. ANSA/GIUSEPPE LAMI

ROMA. – La curva dell’epidemia di Covid-19 in Italia sta rallentando e per la prima volta, da molto tempo, si rileva una leggera flessione nel numero dei casi in un giorno feriale. E’ presto, però, per trarre conclusioni e bisognerà guardare ai dati dei prossimi giorni per capire se effettivamente il picco si sta avvicinando.

Il numero dei decessi, 313 rispetto ai 294 del giorno prima, è stato invece il più alto della quarta ondata: è un numero che ha un forte impatto ma che era atteso, considerando che segue regolarmente l’andamento della curva dei ricoveri. Questi ultimi continuano a salire in tutto il Paese e solo i vaccini saranno in grado di ridurne il numero, ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza.

“L’obbligo di vaccino sopra i 50 anni ha l’obiettivo di ridurre l’area dei non vaccinati, che sono particolarmente esposti a malattia grave e ospedalizzazione”, ha osservato il ministro. “Quel 10% di non vaccinati – ha aggiunto – comporta i due terzi degli ingressi in terapia intensiva e il 50% in area medica. Ridurre l’area dei non vaccinati significa abbassare la pressione sugli ospedali, salvare vite umane e consentire al Paese di ripartire dal punto di vista economico e sociale”.

I dati del ministero della Salute indicano che i nuovi casi positivi sono stati 196.224, contro i 220.532 del giorno precedente, rilevati con 1.190.567 test, fra tamponi molecolari e antigenici rapidi, un po’ meno rispetto ai 1.375.514 di 24 ore prima. Il tasso di positività è pari al 16,5%, stabile rispetto al 16% del giorno prima. Facendo invece il rapporto fra il totale dei casi e i soli test molecolari, il tasso è del 24%, in flessione rispetto al 25% dei giorni scorsi, secondo i calcoli del sito CovidTrends.

“Si tratta di un dato anomalo rispetto al trend, ma sicuramente positivo”, ha osservato il fisico Giorgio Sestili, fondatore della pagina Facebook ‘Coronavirus-Dati e analisi scientifiche’. “Rispetto a ieri c’è evidentemente una diminuzione dei casi, ma è meglio aspettare i prossimi giorni prima di trarre conclusioni”.

Il trend della curva, che è ancora di tipo esponenziale con un tempo di raddoppio di almeno 9 giorni, lascia prevedere un aumento dei casi fino a 300.000 entro la settimana, ma “se il dato di oggi venisse confermato nei prossimi giorni, potremmo essere vicini al picco o sul picco. E’ difficile – ha rilevato – trarre conclusioni partendo solo da una giornata”.

E’ presto, quindi per fare qualsiasi previsione, nonostante qualcuno si sbilanci, come il direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, per il quale “già in primavera, tra aprile-maggio 2022 ragionevolmente saremo fuori dalla pandemia. Spero potremo togliere le mascherine, visto che credo che avremo il 95% di vaccinati”.

I ricoverati nelle terapie intensive sono complessivamente 1.669, 8 in meno in 24 ore nel saldo tra entrate e uscite, e gli ingressi giornalieri sono stati 156. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 17.309, 242 in più in 24 ore. I dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), indicano che il tasso di occupazione delle terapie intensive è del 18% e che il valore è in aumento in 11 le regioni; sempre l’Agenas segnala che è salita al 27% a livello nazionale la percentuale di posti letto nei reparti ospedalieri di area non critica con pazienti Covid e che il valore è in aumento in 13 regioni.

Per quanto riguarda infine gli incrementi giornalieri dei casi nelle regioni, i dati del ministero della Salute indicano che quello maggiore si è rilevato in Lombardia, con 41.050, seguita da Campania (27.034), Veneto (19.811), Emilia Romagna (18.631), Piemonte (17.147), Toscana (13.341), Sicilia (13.048) e Lazio (12.027).