Escort: bugie su notti con Berlusconi, in cinque a processo

Escort, udienza con autista Dino Mastromarco
Escort, udienza con autista Dino Mastromarco (foto Isabella Maselli)

BARI. – “Ci sono state effusioni, tipo mani, carezze, baci. Berlusconi era una persona molto carina, divertente, adorabile, è un bell’uomo, si lascia coinvolgere e abbiamo cominciato a scherzare un po’, poi comunque a un certo punto ci siamo fermati e io sono andata a dormire in un’altra camera da sola”.

Frasi come queste, pronunciate nel processo cosiddetto “escort” da alcune delle donne portate tra il 2008 e il 2009 dall’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini nelle residenze di Silvio Berlusconi perché si prostituissero – come accertato anche da una sentenza ormai passata in giudicato – secondo la Procura sono bugie. E per queste presunte false testimonianze quattro donne e l’ex autista di Tarantini sono stati rinviati a giudizio.

Il processo inizierà il 7 aprile a Bari. Contro di loro il ministero della Giustizia non si è costituito parte civile nell’udienza preliminare. L’accusa, rappresentata dal pm Marco D’Agostino, ritiene che quando Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone, Roberta Nigro, Barbara Montereale e Bernardino Mastromarco sono stati chiamati a testimoniare nel processo “escort”, abbiano mentito, negando – per quanto riguarda le donne – di essere state reclutate da Tarantini perché si prostituissero e di aver offerto prestazioni sessuali in cambio di denaro o, per una di loro, un contratto di assunzione a Mediaset.

La Procura, cioè, non crede ai loro racconti sullo scambio di “effusioni superficiali” con l’allora premier e nemmeno alla giustificazione, per chi ha ammesso di aver ricevuto soldi, che si trattava di “gesti compassionevoli” di Berlusconi. All’ex autista di Gianpi, poi, la Procura contesta di aver mentito sulla “piena consapevolezza che le ragazze procurate da Tarantini e spesso prelevate e accompagnate a Palazzo Grazioli si prostituissero in favore” dell’allora presidente del Consiglio, “del quale – si legge nell’imputazione – conosceva in realtà le abitudini sessuali e la consuetudine ad elargire in loro favore e per compensarle delle prestazioni ricevute cospicue somme di denaro e altre generose utilità”.

Secondo i difensori degli imputati, per esempio nel caso dell’ex autista difeso dall’avvocato Gaetano Castellaneta, quelle presunte bugie costituiscono un “caso di non punibilità”, perché rivelare quei fatti avrebbe comportato il rischio di una assunzione di responsabilità.

A Bari è in corso anche un altro processo sulle presunte bugie dette nell’ambito della vicenda “escort”, questa volta da Tarantini il quale, secondo la Procura, sarebbe stato pagato da Berlusconi per mentire. Processo che vede alla sbarra lo stesso ex premier e la cui prossima udienza è il 21 gennaio.

(di Isabella Maselli/ANSA)