Ecco la Total Audience, l’Auditel rileva anche i device

In una foto d'archivio un telecomando della televisione..
In una foto d'archivio un telecomando della televisione.. ANSA/CLAUDIO ONORATI/on

ROMA. – Di fronte alla rivoluzione tumultuosa del mercato dei media e al cambio repentino delle modalità di visione dei contenuti, l’Auditel adegua i suoi sistemi di rilevazione degli ascolti, lanciando la Total Audience che consente di monitorare, attraverso tecnologie innovative, non solo l’utenza televisiva tradizionale, ma anche tutti i device connessi.

L’annuncio è arrivato, nel corso della presentazione della relazione annuale in Senato, dal presidente dell’Auditel Andrea Imperiali, che ha evidenziato come ormai ai 45 milioni di apparecchi televisivi presenti nelle case degli italiani si aggiungono circa 75 milioni di nuovi schermi connessi. Un quadro che richiede un cambio di rotta.

“Non ci sono dubbi – ha affermato -: la tv in streaming è il palcoscenico globale della sfida in atto fra i giganti statunitensi, che muovono tutti alla conquista dell’Europa e dell’Asia”. La classifica mondiale dei media per fatturato certifica che 9 delle prime 13 società sono statunitensi, 3 sono cinesi e una è giapponese. Bisogna scendere fino al diciannovesimo posto per trovare il primo gruppo audiovisivo europeo, che è Bertelsmann.

“In risposta alla crescita tumultuosa dei giganti dello streaming anche in Europa si comincia ad assistere ai primi fenomeni di consolidamento cross-country fra i campioni nazionali della tv commerciale”, ha comunque rilevato Imperiali, citando le recenti operazione che hanno riguardato proprio Bertelsmann e Media For Europe.

“La fruizione dei contenuti – ha spiegato ancora – da familiare è diventata individuale, da indoor è diventata in mobilità, da lineare a on demand, grazie a circa 60 diverse tipologie di device attraverso i quali si può accedere a contenuti audiovisivi”.

Di fronte a questo scenario, Auditel aggiorna il metodo di rilevazione basato sul modello di Joint Industry Committee, soggetti terzi in grado di fornire dati univoci, trasparenti e certificati. Dopo aver realizzato nel 2019 la misurazione dei consumi fruiti attraverso i device connessi, ora dà il via alla Total Audience, che combina il sistema campionario, capace, grazie al SuperPanel, di misurare con precisione i consumi fruiti attraverso tutti i televisori e il sistema censuario, in grado di rilevare con granularità l’ascolto di ogni device, attraverso l’utilizzo di software specifici.

Insieme alla Total Audience, sul versante pubblicitario, arriva anche il Codice univoco degli spot video, una sorta di targa che consente di tracciare ogni singolo filmato pubblicitario fruito su tutte le piattaforme e su tutti i device. Viene anche riorganizzata la rilevazione degli ascolti non riconosciuti, come quelli generati da soggetti che non hanno richiesto di essere misurati da Auditel o derivanti da utilizzi diversi dello schermo televisivo, come ad esempio, il gaming o la fruizione di canali radiofonici.

Le novità si muovono nel solco delle linee tracciate dall’Agcom, che auspica una razionalizzazione dei sistemi di rilevazione. Le grandi piattaforme online e i servizi OTT – ha spiegato il presidente dell’Autorità Giacomo Lasorella – “sono stati sino ad ora, in linea di massima, poco propensi ad aderire a misurazioni di natura censuaria effettuate da soggetti terzi” e “il fatto che i nuovi operatori effettuino rilevazioni del traffico sviluppato in maniera autonoma incrementa il rischio di introdurre sul mercato dati derivanti da metriche e convenzioni diversi tra loro”.

“L’auspicio – ha affermato – è quello di poter disporre di un dato complessivo certificato di total audience che consenta di misurare in maniera univoca la fruizione dei contenuti”.

(di Michele Cassano/ANSA)