Edilizia: intesa su inserimento migranti vulnerabili

Operaio lavorando in un cantiere edile. Cantieri
Operaio lavorando in un cantiere edile. (ANSA/ DANIELE MASCOLO)

ROMA.  –       Per 3mila migranti vulnerabili, titolari o richiedenti protezione internazionale ma anche minori non accompagnati o maggiorenni entrati in Italia arriva un percorso di formazione e inserimento nel settore edile: Governo, Ance e sindacati del settore (fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil) hanno firmato un’intesa per favorire l’accesso al mercato del lavoro di persone da una parte in fuga da guerre e da situazioni di crisi internazionali e dall’altra in situazioni di grande fragilità come i minori arrivati senza famiglia. Il protocollo punta a garantire pari opportunità per uomini e donne.

I destinatari, individuati nei Centri di Accoglienza Straordinaria e nel Sistema di Accoglienza e Integrazione – spiega il ministro del Lavoro, Andrea Orlando – saranno inseriti nei percorsi di formazione delle scuole edili, coordinate dall’ente paritetico Formedil e faranno esperienze sul campo con tirocini da svolgersi direttamente presso le imprese di settore.

Per i minori stranieri non accompagnati e per coloro nel frattempo diventati maggiorenni sono previsti anche interventi pilota basati sull’attivazione di contratti di apprendistato”.

L’obiettivo è garantire autonomia ai migranti e “sostenere la crescita trainata da super bonus e PNRR”

“Una grande opportunità per i lavoratori e per il Paese – ha detto Orlando – poiché formazione e lavoro sono sempre leve straordinarie per favorire l’integrazione, consentendo ai migranti di costruirsi una nuova vita in Italia e di contribuiré alla crescita del nostro Paese. Le parti sociali hanno saputo leggere bene questa situazione, guardando ai più vulnerabili, con lo scopo di rispondere a un forte fabbisogno di manodopera”.

Orlando ha sottolineato che si guarda anche ” al futuro di chi fugge dalla guerra in Ucraina e cerca qui protezione, accoglienza e integrazione” e si è augurato di “firmare presto accordi analoghi attivi anche in altri settori”.

“Il protocollo – ha dichiarato il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese – intende fornire la risposta ad un bisogno concreto, quello di favorire l’inserimento lavorativo in un settore strategico dell’economia nazionale, come quello dell’edilizia, di cittadini stranieri vulnerabili. Sono certa – ha concluso Lamorgese – che il protocollo rappresenti un modelo importante che potrà stimolare nuove forme di alleanza tra pubblico e privato in settori sempre più ampi dell’economia nazionale”.

Anche i sindacati hanno definito l’accordo “uno dei più importanti protocolli per la formazione e l’inserimento di lavoratori, mai fatto congiuntamente dalle istituzioni e dalle parti sociali del settore delle costruzioni ed in piena sintonía con gli obiettivi europei del Pnrr, per una società più giusta ed inclusiva” .