Giro: si riparte domani, la settimana delle montagne

La partenza del giro d'Italia da Budapest. (ANSA)

ROMA.  – Il Giro d’Italia entra nella sua seconda settimana ancora in attesa di una vittoria italiana dopo ben nove tappe, ma in una situazione di grande equilibrio.

Le prossime frazioni sono chiamate a far emergere un vero leader, degno di indossare la maglia rosa alla crono finale di Verona e l’occasione potrebbe arrivare nel weekend, che si anuncia difficile, con gli arrivi sabato a Torino dopo i colli della Maddalena e di Superga, e domenica a Cogne dopo due salite di prima categoria.

Dopo il giorno di riposo, già domani si entra nel vivo della corsa con una decima tappa solo apparentemente priva di insidie: dopo la partenza da Pescara e un centinaio di chilometri pianeggianti, nella seconda parte si fa molto mossa, tra infiniti saliscendi verso il traguardo di Jesi adatti a fughe e imboscate.

Tra i più desiderosi di tornare in sella c’è il francese Romain Bardet, uno degli uomini ‘forti’ della corsa, cui partecipa per la seconda volta e che ieri ha sfiorato la prima vittoria di tappa, beffato in vetta al Blockhaus dall’ex compagno di squadra Jai Hindley. “Noi siamo qui per la classifica generale – sottolinea Bardet, che diventerebbe il primo francese a vincere il Giro dopo Fignon nel 1989 -. ma se strada facendo vinco una tappa tanto meglio. Ci sono andato vicino ieri, spero di avere un’altra occasione. Comunque per ora va tutto bene, e mi sto divertendo”. Bardet, più che le prossime quattro tappe, in cui “bisogna stare comunque attenti”, prevede come insidiosa “quella di sabato a Torino, che ritengo sarà più dura della tappa di montagna del giorno dopo”.

Dal mazzo degli aspiranti al successo sono già esclusi Dumoulin, Kelderman e Yates, che insieme con l’azzurro Ciccone hanno perso terreno sul Blockhaus, e ora vanno tenuti d’occhio soprattutto, oltre a Bardet, Richard Carapaz, Mikel Landa e Joao Almeida, divisi tra loro da una manciata di secondi e in scia al leader Juan Pedro Lopez. Lo spagnolo si dice incredulo di avere ancora sulle spalle la maglia rosa dopo sei giorni ma nel frattempo ha preso fiducia e non sembra disposto a cederla tanto facilmente.

Sul fronte tricolore, il migliore in classifica è il quarantenne Domenico Pozzovivo, ottavo a 54 secondi dal leader, mentre Vincenzo Nibali è tredicesimo ma con un ritardo di oltre tre minuti. Protagonisti entrambi di una bella prova sul Blockhaus, restano ancora un esempio ma è ora che qualcuno cominci a prenderne il testimone.