Crolla l’export verso la Russia, vola import energia

Energia elettrica, piloni alta tensione.
Energia elettrica, piloni alta tensione.

ROMA.  –  A marzo volano le importazioni, trainate dal prezzo dell’energia, mentre le esportazioni crescono più lentamente nel complesso verso il Mondo ma crollano verso la Russia: secondo i dati diffusi dall’Istat le esportazioni a marzo sono aumentate dell’1,7% rispetto a febbraio e del 22,9% rispetto a marzo 2021 mentre le importazioni sono cresciute dell’1,3% su febbraio e del 38,8% su marzo 2021.

Gran parte dell’aumento, soprattutto per le importazioni di energia (+157,7%), è spiegato dalla crescita dei prezzi. Per quelli alle importazioni l’energia ha segnato un +72,5% su base annua.

A marzo il disavanzo commerciale è pari a 84 milioni di euro, a fronte di un avanzo di 5.190 milioni dello stesso mese del 2021, ma il dato è il risultato di un disavanzo consistente nel settore energetico (-8.065 milioni), di quattro volte superiore a quello registrato l’anno scorso e di avanzi negli altri settori ad esclusione dei beni intermedi. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha spinto al rialzo i prezzi del gas naturale e ha comportato un calo delle vendite dell’Italia in quel Paese.  A marzo le esportazioni verso la Russia si sono ridotte del 50,9% mentre gli acquisti sono aumentati del 152,8%. Le importazioni dai paesi Opec sono aumentate del 115,7%.

Nel complesso per le importazioni di  gas naturale in Italia si è registrato un aumento del 293,8%. “Gli acquisti di gas naturale e di petrolio greggio  – spiega l’Istat – contribuiscono per 11,4 punti percentuali al forte incremento tendenziale dell’import italiano”. Il deficit energetico si amplia notevolmente, alimentato dai decisi rialzi dei valori medi unitari all’import di gas e greggio, ma l’elevato avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici porta a un saldo commerciale a marzo solo lievemente negativo (-84 milioni). “Nel complesso del primo trimestre 2022, sottolinea l’Istat – il deficit commerciale raggiunge i 6.977 milioni di euro, a fronte di un avanzo di 11.524 milioni del primo trimestre 2021”.

Sul fronte dei prezzi la situazione appare migliore ad aprile: secondo i dati definitivi sull’inflazione pubblicato dall’Istat nel mese i prezzi aumentano del 6% su aprile 2021, rallentando la corsa rispetto al 6,5% registrato a marzo (+6,2% la stima preliminare di aprile). Rispetto a marzo l’indice dei prezzi al consumo registra un -0.1%. Secondo l’Istituto di statistica questa dinamica “è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022)”.

L’inflazione acquisita per il 2022 è pari a +5,2% per l’indice generale e a +2,0% per la componente di fondo. Secondo l’Istat il rallentamento tendenziale dei prezzi al consumo ad aprile “si deve prevalentemente ai prezzi delle divisioni di spesa che includono i prodotti energetici, ossia Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (da +28,3% di marzo a +24,7% ad aprile) e Trasporti (da +11,0% a +9,7%), la cui crescita annua rimane però sostenuta. Il carrello della spesa, overo quello che riguarda i beni alimentari e i prodotti per la cura della casa e della persona,  accelera rispetto a marzo (dal 5% al 5,7%) ma sale meno di quanto previsto dalle stime (6%).