Svolta Usa, primo ok al Senato sulla stretta alle armi

La protesta degli studenti americani contro l'uso delle armi.
Protesta degli studenti americani contro l'uso delle armi. Archivio. (ANSA)

WASHINGTON.  – Il Senato americano ha aperto la strada alla prima stretta significativa sulle armi in quasi trent’anni nel giorno in cui ad Uvalde il sindaco ha annunciato che la scuola elementare teatro dell’ultimo massacro sarà demolita.

La proposta di legge bipartisan che ha superato il primo voto procedurale a Capitol Hill non è la svolta radicale chiesta dai democratici ma è comunque un segnale che una parte del blocco repubblicano pro-armi ad ogni costo si sta sgretolando.

Sono stati 14 – dei 64 a favore – i repubblicani ad approvare il provvedimento nel primo voto procedurale al Senato. Gli autori dell’iniziativa bipartisan sperano nel via libera definitivo entro sabato per poi trasmetterla alla Camera e approvarla prima del 4 luglio, quando il Congresso si prenderà una lunga pausa estiva. La proposta di legge prevede il rafforzamento dei controlli sul profilo di chi vuole acquistare un’arma e ha meno di 21 anni, incentivi per gli Stati che adottato le “red-flag laws” (che consentono di togliere le armi alle persone segnalate come pericolose per sé o per gli altri), investimenti sulla sicurezza nelle scuole. Per la prima volta, inoltre, la misura vieta l’acquisto di armi non solo ai mariti che hanno commesso abusi domestici ma anche, più genericamente, “ai partner di lunga data”.

Nel complesso, se approvata, si tratterebbe della prima stretta significativa sulle armi dal 1994, quando l’allora presidente Bill Cinton approvò uno storico divieto sui fucili d’assalto. Un bando scaduto nel 2004, quando alla Casa Bianca arrivò George W. Bush, e mai più rinnovato.

Quasi trent’anni nei quali si sarebbero potute salvare centinaia di migliaia di vite. Incluse quelle dei 19 bambini e i 2 insegnanti massacrati, con un fucile d’assalto, nella scuola elementare di Uvalde. Una ferita profonda che sanguina ancora come ha dimostrato il sindaco della cittadina in Texas in una toccante conferenza stampa annunciando che la Robb Elementary sarà rasa al suolo. “Non si può chiedere ad un bambino o ad un insegnante di tornare in quella scuola”, ha detto Don McLaughlin senza precisare quando sarà abbattuta.

L’idea era stata proposta anche dal presidente Joe Biden durante la sua visita nel luogo della strage e non è la prima volta che accade. Anche la Sandy Hook Elementary School di Newtown, dove nel 2012 furono massacrati 20 alunni e sei membri del personale, è stata demolita e ricostruita.

Il primo cittadino di Uvalde ha inoltre espresso la frustrazione delle famiglie delle vittime che continuano a non ricevere risposte dagli inquirenti ma soprattutto per la reazione degli agenti, che il capo della polizia del Texas ha definito senza mezzi termini “uno spregevole fallimento”.

Parlando davanti ad una commissione speciale del Senato ad Austin, Steven McCraw ha usato parole pesanti accusando le forze di polizia intervenute nella scuola di aver “messo la loro vita davanti a quella dei bambini”. Per il capo della polizia, gli agenti avevano le forze necessarie per intervenire e fermare il killer dopo pochi minuti. Invece, ha attaccato, hanno aspettato “una chiave che non serviva” per aprire la porta della classe in cui si era barricato Salvador Ramos.

(di Benedetta Guerrera/ANSA).