“Ti vergogni?” Domande choc a famiglie con disabili

Accompagnatrice aiuta un disabile all'entrata della stazione.
Accompagnatrice aiuta un disabile all'entrata della stazione.. ANSA/LUCA ZENNARO

ROMA. – “Sento che sto perdendo vita?”, “mi sarei aspettato qualcosa di diverso a questo punto della mia vita?”, “desidererei fuggire da questa situazione?”, “mi sento in imbarazzo a causa del comportamento del mio familiare?”. E soprattutto, ” mi vergogno di lui?”, “provo del risentimento nei suoi confronti?”, “non mi sento a mio agio quando ho amici in casa?”, “mi arrabbio per le mie reazioni nei suoi riguardi?”.

Sono le domande choc contenute in un questionario che il comune di Nettuno, località balneare in provincia di Roma, ha sottoposto alle famiglie con disabili a carico e che ha provocato una serie di reazioni indignate da parte dei cittadini che devono compilare il modulo per ottenere i fondi della Regione Lazio. Reazioni così energiche che il Comune ha deciso di fermare la distribuzione del questionario “per un approfondimento con il competente Dipartimento della Regione Lazio”.

La vicenda nasce perché il dirigente dell’area servizi del Comune di Nettuno – come rilevato dalla stampa locale e il sito di Repubblica – ha inviato una nota alle famiglie, chiedendo loro di aggiornare la documentazione sulle istanze di contributo per la disabilità gravissima. Oltre all’Isee socio-sanitario in corso di validità, entro il 28 giugno gli interessati dovevano inviare la scheda caregiver prevista dalla Regione e, appunto, il questionario definito “inventario del carico assistenziale”.

Per le domande imbarazzanti le famiglie hanno cinque possibilità di risposta: zero=per nulla; 1=un poco; 2=moderatamente; 3=parecchio; 4=molto. Su twitter sono sempre più numerose le reazioni. C’è chi parla di “fascismo” e chi si chiede “con quale barbaro coraggio si fa lavorare certa gente?”. C’è chi domanda “dove stanno gli amministratori comunali” e chi attacca: “non si vergognano le istituzioni che hanno concepito questo ignobile questionario?”; “siete voi che vi dovete vergognare”.

Una rivolta determinata che ha costretto il comune di Nettuno a bloccare il tutto, argomentando però che il questionario sui caregiver è inserito “nelle linee guida regionali” ed è stato già utilizzato da altri Comuni della regione ed anche in altre regioni d’Italia e infine “recepito dal distretto socio sanitario territoriale prima di essere sottoposto alle famiglie”.

Un plauso alla sospensione del questionario è arrivato da ministro per le Disabilità Erika Stefani che ha definito ” tali strumenti obsoleti, antecedenti alla Convenzione Onu del 2006 e quindi all’evoluzione che ha interessato la società in questi anni. Auspichiamo che le amministrazioni provvedano ad adottare questionari più attuali’.

Il questionario, sostiene il piccolo comune costiero, viene definito “uno strumento scientifico” indicato da una delibera di giunta regionale tra i possibili strumenti da utilizzare da parte dei Comuni e consiste in una modalità di autovalutazione (percezione soggettiva dello stress), “semplice ma efficace” riferita a cinque differenti aspetti della condizione di caregiver familiare: carico oggettivo, psicologico, fisico, sociale ed emotivo (percezione soggettiva).

L’obiettivo è quello di individuare idonee misure di sostegno per le famiglie interessate’. In effetti il questionario, come denunciato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Chiara Colosimo, è stato adottato anche dal Comune di Roma. “Oltre un mese fa – ha detto -, insieme ad alcune associazioni, abbiamo denunciato lo stesso scempio compiuto da Roma Capitale. Infatti l’amministrazione capitolina ha presentato la stessa scheda”.