Oscar della ristorazione, Italia nella top ten

Massimo Bottura sulla soglia della sua Osteria Francescana a Modena.
Massimo Bottura sulla soglia della sua Osteria Francescana a Modena.

ROMA. – Rimane in Danimarca il miglior ristorante del mondo, in una ideale staffetta tra i licheni e il mare di Copenaghen che dopo il Noma incorona quest’anno il Geranium numero uno della classifica 50 Best Restaurant, edizione numero venti. “Una magia che si realizza” ha commentato lo chef danese Rasmus Kofoed ma la sua insegna era data per favorita in quanto già posizionata al secondo posto lo scorso anno e col regolamento che esclude dalla valutazione chi ha già vinto, come il Noma appunto e l’italiano Massimo Bottura.

Sul trono degli Oscar della ristorazione mondiale, con l’attore Stanley Tucci a condurre la cerimonia di premiazione tenutasi a Londra, conquistano la seconda posizione il peruviano Central di Virgilio Martinez e il Disfrutar, a Barcellona, del trio Mateu Casanas, Eduard Xatruch e Oriol Castro.

Ottimo bottino dell’Italia che vede in crescita tutti e sei i ristoranti entrati nella ambita e influente classifica, frutto del giudizio di mille esperti internazionali, con ben tre posizionamenti nella prima dozzina di indirizzi da sogno. A conquistare la posizione più alta tra gli “Azzurri” è il Lido 84, ristorante di Gardone Riviera (Brescia) di Riccardo Camanini che sale all’ottavo posto mentre lo scorso anno era quindicesimo. In decima posizione al mondo, guadagnandone 16 in un anno, Le Calandre di Rubano (Padova) dei fratelli Alajmo, con Massimiliano in cucina e Raf come manager.

Scala addirittura 40 posizioni il ristorante marchigiano Uliassi di Senigallia che si classifica n.12 sotto la guida di Mauro Uliassi accolto con un grande e amichevole abbraccio sul tappeto rosso dal cerimoniere del ventennale dei The Best 50, Bottura che considera la cucina italiana “in gran forma”.

Il pluristellato Niko Romito conquista la posizione n.15 con l’esperienza gastronomica garantita al ristorante Reale di Castel di Sangro (L’Aquila). Vola sempre alto il Piazza Duomo di Alba (Cuneo) guidato dal talentuoso chef Enrico Crippa, in 19/ma posizione. Altro scalatore, ma da un montanaro non ci sorprende, è l’altoatesino Norbert Niederkofler che trascina il St. Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina dalla 54/ma alla 29/ma posizione di questa classifica mondiale.

La giuria ha evidenziato il forte radicamento di Niederkofler con le Dolomiti, anche per quanto riguarda la scelta dei prodotti. Una nota di merito al suo impegno per la sostenibilità sociale ed ambientale. In linea con la filosofia dei The Best 50 che, come ha sottolineato il direttore William Drew, promuove le diversità e un futuro migliore sul piano dell’ambiente e della salute.

E’ una colombiana Leonor Espinosa, 59 anni, a ricevere il premio di “migliore chef donna al mondo” , titolo detenuto lo scorso anno dalla peruviana Pía León. Il suo ristorante Leo, a Bogota, si classifica 48mo. Mentre il premio per il miglior ristorante sostenibile va allo spagnolo Aponiente di El Puerto de Santa Maria dello chef Angel Leon. Quest’anno nessuno chef russo è stato preso in valutazione dalla giuria internazionale così come voluto dagli organizzatori che hanno spostato da Mosca a Londra la cerimonia di premiazione dopo l’invasione dell’Ucraina.

(di Alessandra Moneti/ANSA)