Laura Pausini dice no a cantare Bella Ciao in tv: “È una canzone politica”

MADRID — ‘Bella Ciao’ è “una canzone molto politica”, motivo per cui Laura Pausini preferisce non cantarla in pubblico. Così l’artista italiana ha spiegato perché si sia rifiutata, nel corso di un programma tv spagnolo andato in onda ieri sera, di prestarsi a intonare qualche passaggio del noto brano popolare. “Non voglio dare a nessuno pretesti per fare propaganda”, ha spiegato ore dopo su Twitter, una volta che nel Paese iberico, dove la cantante è conosciutissima, ha iniziato a scatenarsi una bufera mediatica sulla sua presa di posizione.

Ospite de ‘El Hormiguero’, famoso show tv serale di Antena 3, Pausini stava partecipando a un gioco musicale insieme agli altri artisti che, come lei, saranno giudici di ‘The Voice’ Spagna. A un certo punto, Pablo Moto, il conduttore del programma, ha attaccato scherzosamente ‘Bella Ciao’. “No, no, è una canzone molto politica, e io non voglio cantare canzoni politiche”, ha reagito Pausini.

La reazione della cantante non è passata inosservata in Spagna, dove molti hanno conosciuto la canzone della tradizione anti-fascista italiana per la serie tv ‘La Casa di Carta, nella quale il brano viene cantato in più momenti dai protagonisti. Benché non tutti sappiano che Bella Ciao è considerato in Italia un canto popolare di libertà con precisi connotati, la bufera ha preso anche una piega politica.

“Rifiutarsi di cantare una canzone antifascista la dice lunga sulla signora Pausini, e non è per nulla positivo”, ha commentato su Twitter, per esempio, Adriana Lastra, deputata e, fino a poche settimane fa, numero 2 del Partito Socialista (la formazione del premier spagnolo Pedro Sánchez).

La stessa Pausini ha cercato di spiegare il perché del suo gesto di ieri. “Non canto canzoni politiche, né di destra né di sinistra. Ciò che penso della vita lo canto da 30 anni. Che il fascismo sia una vergogna assoluta sembra ovvio a tutti. Non voglio dare pretesto a nessuno per fare propaganda politica. Non inventate ciò che non sono”, ha scritto su Twitter.

Nel frattempo, anche in Italia, sui social, la sua presa di posizione ha scatenato un dibattito fra utenti.

F.R./Redazione Madrid